lunedì 23 luglio 2007

The North lake's truth


Questa volta e' diverso.

E' con queste parole che lasciai l'Italia un mese fa.

Con il passare del tempo si e' instaurata un' idea,
un progetto preciso che non cedeva nulla al caso.

Una casa,un lavoro,una vita nuova.

Ben presto capii che non tutto gira sempre per il verso giusto.

Sabato mattina...in programma l'ennesima trasferta a New York City per cercare queste verita' ormai consolidate nella mente.

Decisi di concedermi una pausa dopo questi giorni di frenesia da caccia al tesoro.

Passare una giornata lontano dalla metropoli insieme a Rob e Joe in luoghi da cartolina.

Non una scelta cosi' sofferta dopotutto.



Il vento fresco della montagna ci accolse nel tiepido pomeriggio targato North Lake city,
una breve partita a scopa...
insegnare a Joe le regole base...
insomma...passare il tempo



Dopo la quinta mano,
Joe propose di osservare il paesaggio dall'alto della montagna
sulla cosidetta "Roccia del tramonto".

Perche' no? pensai



Dopo un lungo cammino attraverso la natura non ancora contaminata dalla modernita',
facemmo breve sosta sopra la "Roccia dell'artista" per ritemprarci piu' nello spirito che nelle gambe.







Il tramonto era ormai vicino e dovevamo sbrigarci.

Lasciammo vene artistiche ad altri avventori di roccie e proseguimmo lungo il nostro cammino.

Joe decise di non seguire sentieri tradizionali
e improvvisandosi un novello Reinhold Messner,
decise di scalare la parete sottostante la nostra ultima meta per la giornata.




Se l'uomo ha creato dei sentieri ci sara' un motivo,pensai...



Senza troppi sbattimenti,
il sottoscritto e il fedele Rob giungettero infine alla tanto agoniata vetta.



Il paesaggio che si prostrava ai nostri piedi pareva suggerirci l'ambiguita' dell'uomo e della sua concezione di spazio.

Davanti a cotanta magnificenza,
Rob non seppe trattenersi e lascio' un segno tangibile della sua presenza.



Il tramonto si avvicinava e sorgeva dentro di me una nuova idea,
un resoconto di quello che doveva essere questa giornata.

Il mese era quasi trascorso e non avendo ottenuto quello che volevo era chiaro che i giorni migliori dovevano ancora arrivare...

ma poi...

pensai a come sono finito qui.

Ad osservare il tramonto su questa roccia in America.



Un viaggio cominciato 2 anni prima su un congelatore a Milano
durante un piovoso venerdi' di settembre.

La sera che mi resi conto che dovevo cambiare qualcosa...

Un viaggio pensai...

Per dove e per quanto non era un problema.

E partito cosi',
senza meta precisa e senza illusioni,
finii col trovarmi immerso in una nuova prospettiva fatta di persone e luoghi mai visti prima.


...capii che ero partito male per l'America.

Arrivai con tanti progetti...

ma i progetti sono come un foglio davanti a una finestra...

Mi resi conto,
davanti alla verita' di questo tramonto,
che soltanto tornando sui miei passi avrei ottenuto qualcosa.

Decisi di ripetere l'esperienza parigina nella Grande Mela,

l'ostello,
la gente e gli incontri,
i grandi e i piccoli sbattimenti.

Ma soprattutto,
non avere nessun punto fermo nella testa,
ma un grande armadio dove riporre le esperienze fatte ogni giorno.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

'Il lavoro dell'uomo consiste nel fare ciò che non può fare nessun'altra cosa a lui nota:guardarsi attorno ed acquisire esperienza col passare del tempo'(William Least Heat Moon)
..cambio di rotta?
addio.C

Anonimo ha detto...

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